Yara Gambirasio, per Bossetti inizia l’ultimo atto

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Contraddizioni, analisi, video, intercettazioni. Gli indizi a carico di Massimo Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, sono sempre di più. E le ultime indiscrezioni uscite dalla Procura con la chiusura delle indagini lo confermano: il cerchio attorno al manovale di Mapello si stringe. Ecco tutte le novità delle indagini che, insieme con la pesantissima prova del Dna, sembrano inchiodare Bossetti.

LE TELECAMERE

Il 26 novembre del 2010, giorno delFomicidio di Yara, il furgone Iveco Daily di Bossetti è stato ripreso dalle telecamere mentre girava attorno alla palestra della tredicenne dalle 18 alle 18.47. Poi, però, ripassa alle 19.51. E questo smentisce la sua versione: Bossetti non è passato di lì solo perché stava tornando a casa.yara-scovato-il-padre-dell-assassino

LE FIBRE DEI «LEGGINGS»

Alcune fibre trovate sui leggings di Yara combaciano con quelle dei sedili del furgone del manovale. Per gli inquirenti è la prova che la tredicenne salì sulFIveco Daily dell’indagato.

«BUTTA VIA I COLTELLI»

E il 3 luglio 2014, Bossetti incontra sua moglie Marita Comi per un colloquio in carcere. La stanza è piena di cimici, e gli inquirenti sono colpiti da una strana conversazione tra i due circa certi coltelli che c’erano in casa. Comi: «Ascolta, alt un attimo… i due coltellini».

Bossetti : «Tre».

C: «Mi avevano detto che erano due… tre, a parte quello grosso. (…) Li ho trovati io ieri sera… ce li ho lì nella borsa».

B: {sottovoce) «Tirali via».

C: «(…) Quanti ne avevi?».

B: «Quei due piccolini, (…) uno nel cassetto, nel comodino quello tipo Rambo».

C: «Allora quanti ne avevi, quattro?». B: «Ma quei due lì non sapevo di averli… giuro…».

C: «Scusa, eh».

B: «Buttali… capito? Buttali via».

IL CELLULARE SEGRETO

Nel colloquio del 4 dicembre, Marita comunica a Bossetti che, secondo indiscrezioni, sono emersi altri suoi prof ili telefonici alPinterno dei quali sarebbero stati trovati contatti con Yara. «Non potevo avere io contatti con lei… non c’ho il suo numero di telefono», insiste lui. E aggiunge: «C’è qualcuno che mi ha visto?».

SUL PC CERCA «VERGINI»

«Tredicenni», «rosse», «vergini», sarebbero queste le parole chiave usate più spesso da Bossetti nelle sue ricerche su Internet. E sul suo computer la perizia informatica ha scoperto anche foto di «ragazze di giovane età mentre eseguono esercizi di danza».

I DUBBI DI MARITA

Fino all’estate scorsa, Marita cerca disperatamente di credere all’innocenza di suo marito. Ma già in autunno, il suo tono durante i colloqui cambia.

E Marita mostra di avere molti dubbi. «Non mi hai mai detto cos’hai fatto quella sera! Io non mi ricordo a che ora sei venuto a casa, non me lo ricordo!». E ancora: «Tu eri lì. Non puoi girare lì tre quarti d’ora, a meno che non aspettavi qualcuno».

IL PRELIEVO AL BANCOMAT

Il 4 dicembre 2010, alle 18.02, Bos-setti preleva 250 euro al bancomat del Credito Valtellinese di Brembate di Sopra, accanto a casa di Yara. Una presenza sospetta, per gli investigatori: quella, infatti, non è la sua banca, il suo unico prelievo a Brembate risale al 1° settembre. Gli inquirenti sospettano che quella di fermarsi al bancomat sia una scusa: «Non si esclude che Bos-setti avesse deciso di recarsi in quella zona per verificare di persona le indiscrezioni sulle indagini in corso».

LA VISITA A CHIGNOLO

Il 6 dicembre 2010, secondo l’analisi delle celle telefoniche, Bossetti si trova nella zona di Chignolo d’isola, dove verrà ritrovato il corpo di Yara. La sua giustificazione è quella di essere andato a prendere della sabbia su richiesta del cognato Osvaldo, ma il cognato smentisce di averglielo mai chiesto. «Bossetti voleva verificare le condizioni in cui era rimasto il cadavere», affermano gli inquirenti.

LE MILLE BUGIE

Se gli altri operai chiamavano Bossetti “il Favola”, un motivo c’è. Pur di non fare i lavori in cantiere, il manovale si era inventato di avere un tumore al cervello e di dover fare la chemioterpia. E Marita lo inchioda: «Ma che palle racconti? L’aver inventato frottole sul tumore è negativo, è una cosa che ti viene contro. Penseranno che sai dire solo quelle, perché sei uno che racconta palle».

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